In una versione della leggenda del Golem attribuita da un manoscritto del XIII secolo al tanna Judah ben Bathyra, il profeta Geremia e il figlio Sira, dopo averlo costruito inscrivono sulla fronte del Golem le parole YHWH Elohim Emeth, Dio è Verità. La creatura, che per qualche ragione ha in mano un coltello, raschia la prima lettera della parola Emeth, un'aleph, e la frase redatta, YHWH Elohim meth, adesso significa Dio è morto. Nelle altre versioni della leggenda, compresa quella più famosa divulgata da Jakob Grimm, Geremia scrive sulla fronte del Golem solo la parola Emeth la quale, per ragioni che qui è inutile approfondire, funziona come una specie di interruttore magico che accende il Golem. In quella versione e nelle altre simili, cioè quasi tutte, non è il Golem ma chi lo crea a grattare via l'aleph trasformando la parola "verità" in "morte", che poi è l'unico modo per spegnere la creatura, cioè per distruggerla quando il creatore ne perde il controllo.
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mercoledì 25 febbraio 2015
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