Quando il pudore — o il livore — prende il sopravvento, la Golden Age della TV diventa "peak TV", cioè quell'età in cui c'è troppo da guardare ma mediamente è tutto mediocre. Come le merendine del Mulino Bianco, la TV ci ha fidelizzati negli anni '90 con roba non sempre genuina ma gustosa, molto meglio di quello che c'era sugli scaffali negli anni '70 e '80. Poi ha fatto quello che fa sempre il Mulino Bianco: dopo un paio di mesi le brioscine griffate hanno lo stesso sapore di quelle a marca generica.
domenica 29 novembre 2015
TV: 2015
Pubblicato da
Jacob Kogan
il
11/29/2015
0
commenti
Etichette:
2015,
Best of,
Hannibal,
Louie,
Mad Men,
Mr. Robot,
Rectify,
Show Me a Hero,
The Knick,
The Leftovers,
Unreal
venerdì 5 giugno 2015
MAD MEN: I SOGNI DELLE NOSTRE ILLUSIONI
Pubblicato da
Jacob Kogan
il
6/05/2015
Gli appunti sul finale di Mad Men sono apparsi in origine su Serialmente il 5 Giugno 2015.
Idealmente qualsiasi serie potrebbe andare avanti in eterno o, almeno, finché l’eroe della storia non muore, e anche in quel caso ci sono svariati trucchi per riportarlo indietro. Questo per dire — come disse una volta Orson Welles — che se volete il lieto fine (qualsiasi fine in realtà) dipende soltanto da dove interrompete la storia. Oppure, nel caso di Mad Men, con cosa interrompete la storia, per esempio uno spot della Coca Cola.
Idealmente qualsiasi serie potrebbe andare avanti in eterno o, almeno, finché l’eroe della storia non muore, e anche in quel caso ci sono svariati trucchi per riportarlo indietro. Questo per dire — come disse una volta Orson Welles — che se volete il lieto fine (qualsiasi fine in realtà) dipende soltanto da dove interrompete la storia. Oppure, nel caso di Mad Men, con cosa interrompete la storia, per esempio uno spot della Coca Cola.
mercoledì 6 maggio 2015
MAD MEN: LA FANTASIA DEGLI SPAZI NON RIEMPITI
Pubblicato da
Jacob Kogan
il
5/06/2015
Questa stagione è piena di fantasmi, e non mi riferisco a quello di Bert Cooper che è forse la cosa più reale dell'ultimo episodio.
Come in Dubliners, i vivi e i morti convivono senza condividere l'unica cosa che li aveva accomunati, la geografia della vita. Gli uni sono i resti degli altri, o viceversa, e gli uni sono la mappa degli altri, o viceversa.
Come in Dubliners, i vivi e i morti convivono senza condividere l'unica cosa che li aveva accomunati, la geografia della vita. Gli uni sono i resti degli altri, o viceversa, e gli uni sono la mappa degli altri, o viceversa.
2
commenti
Etichette:
Dick Whitman,
Dubliners,
Joyce,
Mad Men,
Mad Men (S07),
Matthew Weiner,
Musil,
Roger Sterling,
Sigmund Freud
martedì 21 aprile 2015
MAD MEN: IL FUTURO NON PASSA MAI
Pubblicato da
Jacob Kogan
il
4/21/2015
Solo un'attività monotona e ripetitiva come il recap televisivo può leggere Mad Men come una storia ripetitiva, e soltanto lo spettatore deliziato dall'immanenza del proprio ego può leggere Mad Men alla lettera.
Se provate un esperimento mentale, immaginando che Forecast non sia un episodio di Mad Men ma di un'ipotetica serie antologica — una sorta di raccolta di racconti per la TV sul modello di Twilight Zone — non solo questo sarebbe un eccezionale racconto autoconclusivo scritto a quattro mani da Capra (Frank) e Carver, ma se non lo fosse e fosse una puntata di una serie seriale sarebbe una delle migliori.
Se provate un esperimento mentale, immaginando che Forecast non sia un episodio di Mad Men ma di un'ipotetica serie antologica — una sorta di raccolta di racconti per la TV sul modello di Twilight Zone — non solo questo sarebbe un eccezionale racconto autoconclusivo scritto a quattro mani da Capra (Frank) e Carver, ma se non lo fosse e fosse una puntata di una serie seriale sarebbe una delle migliori.
0
commenti
Etichette:
Alcolismo,
Don Draper,
Futuro,
Gettysburg Address,
Mad Men,
Mad Men (S07),
Matthew Weiner,
Sally Draper
martedì 14 aprile 2015
MAD MEN: UN MILIONE DI QUESTI DOLLARI
Pubblicato da
Jacob Kogan
il
4/14/2015
Il tipo di Don è la brunetta magra infelice sui quaranta, Megan tra una decina d'anni o qualsiasi attrice degli anni '90 invecchiata decentemente. In questo senso, tutta la storia con Megan può essere vista come il tentativo di Don di anticipare l'infelicità, in altre parole come un intervento alla radice. Il problema è che, se è vero che nessuno è veramente causa dell'infelicità altrui, è facile essere scambiati per quella causa se eravamo nei dintorni mentre l'infelicità si originava. Un po' più difficile è ammettere che siamo noi la causa dei nostri mali.
Iscriviti a:
Post (Atom)
