sabato 11 marzo 2017

THE PACK: LOUNGING ABOUT WITH IMBECILES



A parte I, Robot... You Jane, gli episodi della prima stagione sono eccellenti. Potremmo pensarli come mini-film horror, ciascuno dei quali è al contempo un involucro tematico e un pezzo di fondamenta della mitologia di Buffy. Si potrebbe anche pensare—perché è proprio così—che Buffy abbia inventato il cosiddetto "passo procedurale", cioè l'approccio procedurale (con episodi autoconclusivi) a una storia largamente serializzata. Infatti, nella prima stagione il lungo arco della storia rimane sullo sfondo, come già capitava ai drama dell'epoca e capita ai procedurali di oggi, e la funzione principale degli episodi (oltre intrattenere) è la definizione del mondo e della mitologia dello show in vista della serializzazione.

giovedì 9 marzo 2017

WELCOME TO THE HELLMOUTH: INTO EACH GENERATION A GREAT SHOW IS BORN




Benvenuti al college, almeno secondo il titolo italiano che: 1) non azzecca il grado scolastico, 2) sbaglia figura retorica, eufemismo invece di metafora. Inoltre, se vogliamo essere pignoli, il titolo americano non è solo metaforico—benvenuti nella bocca dell'inferno, cioè l'adolescenza–ma anche letterale: dalle sue fauci Sunnydale vomita di tutto, vampiri, demoni e variegati mostri della settimana.

WELCOME TO THE HELLMOUTH (scritto e diretto da Joss Whedon)

—Into each generation a Slayer is born. One Girl, in all the world, a Chosen One.

Il primo episodio di Buffy the Vampire Slayer andò in onda vent'anni fa su The WB, un network che ha fatto la storia della televisione inventando il teen drama per come lo conosciamo oggi e, soprattutto, ha fatto la storia della tv proprio mandando in onda Buffy, il primo teen drama in assoluto. Okay, non esattamente il primo (visto che in precedenza si contano un paio di tentativi tipo la serie tv ispirata al film Clueless—il cui successo nel 1995 è comunque la ragione per cui Buffy fu prodotto in primo luogo) ma comunque l'archetipo, lo show da cui tutti gli altri teen drama hanno preso forma.

lunedì 12 dicembre 2016

TV: 2016

Post-verità è la parola dell'anno ma, a onor del vero, viviamo in uno stato di post-verità da quando esiste la televisione. Da quando esiste Internet viviamo invece in uno stato di pre-verità. Infatti "post-verità" è un tipico esempio di pre-verità, cioè di una parola che precede di un paio di chilometri la verità, che poi sarebbe "valanga di cazzate".

Meglio di post-verità sarebbe stata la parola eufemismo, non nel suo significato letterale ma nel significato pre-vero con cui la usa Trump cioè "menzogna per nascondere la verità". Esempi di eufemismi del 2016 potrebbero essere "alt-right" e "cambiamento climatico" che, per pura coincidenza, sembrano anche eufemismi nel senso letterale e stanno per "nazismo" e "fine dell'umanità".

lunedì 5 dicembre 2016

WESTWORLD: ANCHE LE MACCHINE SOGNANO SIMBOLI

In futuro, avremo debellato tutte le malattie ma non gli stronzi o le disparità economiche e, soprattutto, avendone la possibilità potremo spendere quarantamila dollari al giorno—ottomila di oggi?—per partecipare a un gioco interattivo che ha la struttura di un librogame degli anni '80, gli stessi rischi di una partita a tris e più cliché di un film di Michael Bay.

venerdì 24 giugno 2016

IL NOMOS DEL GHIACCIO E DEL FUOCO

Tutti gli uomini vogliono vivere, anche se devono morire. Per questo la politica avvolge ogni cosa in Game of Thrones, come un'enorme pelliccia di lupo per arginare l'inverno...